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Mostra Zhang Huan: L'Anima e la Materia

8 Luglio  - 13 ottobre  2013
Palazzo Vecchio Museum e  Forte di Belvedere


Zhang Huan è nato nel 1965 a An Yang City (Cina); vive e lavora tra Shanghai e New York. Ha partecipato alle più importanti manifestazioni artistiche internazionali come la Biennale di Venezia (1999), la 5ª Biennale di Lione (2000), la Triennale di Yokohama (2001), la 6 ª Biennale di Gwangiu (Corea, 2006) la Biennale di Shanghai (2010). Le sue opere sono esposte nei principali musei del mondo.

Museo di Palazzo Vecchio

Tutti i giorni (escluso il giovedì)           giovedì     9.00 - 14.00
Luglio - Settembre                                             
9.00 - 24.00
Ottobre                                                                   9.00 - 19.00

Biglietto  Museo                          euro 10,00

Biglietto cumulativo
Museo+Forte di Belvedere            euro 14,00

La vendita dei biglietti termina 1 ora prima della chiusura   

Forte di Belvedere
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Tutti i giorni  (escluso il giovedì)            (giovedì chiuso)
Luglio - Settembre                                    10.00 - 20.00
Ottobre                                                           10.00 - 17.00
 
La vendita dei biglietti termina 1 ora prima della chiusura 

Biglietto unico nominativo         euro  5,00
(ingressi illimitati per tutto

il periodo della mostra)

Biglietto cumulativo                 
Forte di Belvedere+
Museo di Palazzo Vecchio                    
euro 14,00
 

Eventi

«Art cannot change the world but it can
raise the questions and help more people
to think about the future in a wider contest»
Zhang Huan

La mostra L’Anima e la Materia, dedicata a Zhang Huan, uno dei più interessanti artisti contemporanei cinesi e figura di spicco nel panorama internazionale, vuole accompagnare il visitatore attraverso un itinerario artistico che partendo da Palazzo Vecchio, simbolo del potere civile di Firenze, arriva a Forte Belvedere, luogo carico di storia e suggestioni paesaggistiche. In questo straordinario contesto le opere declinano la più recente poetica creativa di Zhang Huan, artista che ha saputo rinnovare il linguaggio dell’arte contemporanea cinese e non solo. Il dialogo tra culture, immagini e simboli di ieri e di oggi, tra società e pratiche religiose differenti, è alla base di questo progetto.
Il percorso espositivo all’interno di Palazzo Vecchio, dedicato alla scultura, permette di scoprire soggetti e materiali di un artista che lega inscindibilmente la sua opera con il buddismo. Il confronto tra le immagini di Cristo e di Buddha e la presenza di un’effige di Confucio nel Salone dei Cinquecento, dove s’impongono alla vista rappresentazioni pittoriche di carattere politico, propongono un inconsueto accostamento tra valori religiosi, forme d’arte, tradizioni e pratiche che dal passato giungono a noi. La mostra prosegue idealmente, con uno sviluppo più antologico, a Forte di Belvedere dove, per la prima volta in Italia, sono presentate alcune sculture monumentali, poste sui terrazzamenti esterni. La palazzina ospita grandi ritratti realizzati con la cenere d’incenso e opere in pelle di mucca (Cowskin), immagini di una Cina passata che affiorano nella memoria dell’artista.
La capacità dell’artista di creare connessioni estetiche e culturali tra la civiltà rinascimentale fiorentina e quella cinese riporta alla mente quella Via della Seta che già in passato aveva collegato l’Oriente con l’Occidente. La mostra offre, altresì, una privilegiata chiave di lettura per comprendere la Cina contemporanea, un realtà affascinante e complessa che non rappresenta oggi solo una potenza economica, ma anche uno straordinario laboratorio di arte e cultura.

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Palazzo Vecchio


Ci sono edifici indissolubilmente legati alla storia civile e culturale di un Paese e Palazzo Vecchio è il simbolo per eccellenza del potere e dei suoi diversi protagonisti nella città di Firenze, dall’epoca comunale fino all’apoteosi dei Medici con Cosimo I e oltre, quando il palazzo divenne sede del parlamento italiano nel periodo in cui la città fu capitale d’Italia. Oggi Palazzo Vecchio è museo di se stesso e sede del Comune e delle sue istituzioni. Qui lavora il Sindaco della Città e si riunisce il Consiglio Comunale. Presentare le opere di Zhang Huan in questo luogo carico di storia e di significati ha ragioni che vanno oltre il ruolo che l’artista si è conquistato a livello internazionale. Zhang Huan – che ha iniziato il suo percorso come performer nei primi anni Novanta a Pechino per approdare oggi alle sorprendenti opere realizzate con la cenere d’incenso – è un audace sperimentatore capace di creare con la sua poetica connessioni estetiche e culturali tra oriente e occidente, enfatizzando il legame con la storia e il passato.

A partire dal Salone dei Cinquecento, dove un maestoso ciclo di pitture celebra Cosimo de’ Medici, fino alle sale del secondo piano, testimoni della decorazione più antica del Palazzo, i lavori di Zhang Huan vogliono rappresentare una provocazione intellettuale ed emotiva per tutti i visitatori. L’incontro tra la storia, la spiritualità orientale e la tradizione artistica del Rinascimento, lascia emergere il fertile dialogo tra elementi antichi e contemporanei e la consapevolezza che solo attraverso la conoscenza del passato sia possibile creare una nuova via per l’elaborazione del futuro.

Il percorso espositivo, interamente dedicato alla scultura, declina attraverso una serie di opere – alcune delle quali appositamente create per questa mostra e altre provenienti dallo studio di Shanghai – la più recente poetica creativa dell’artista e il suo linguaggio polisemico in termini sia tecnici sia iconografici. Anche i materiali usati, cenere d’incenso e marmo, antitetici nella loro composizione, riflettono l’incontro di due culture e rappresentano la volontà di trasmettere un messaggio di pace e comunione collettiva. L’arte di Zhang Huan diviene al contempo prezioso mezzo di comunicazione universale e strumento di indagine spirituale, in cui l’anima e la materia costituiscono i due poli opposti ma indivisibili di una riflessione sull’essenza dell’individuo e sul destino dell’umanità. Impossibile dunque non interrogarsi attentamente sul valore della sua produzione artistica, che unisce tradizione e sperimentazione, una toccante esperienza conoscitiva che invita a non identificarsi solo nei simboli precostituiti di un credo, ma a tener conto di una visione più ampia dell’esistenza, per affidarsi a nuove e preziose guide che possano far luce sulla storia degli uomini, dei popoli e delle civiltà.


Forte di Belvedere

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In occasione della mostra L’Anima e la Materia la Palazzina di Belvedere, preesistente alla costruzione del Forte di Belvedere e probabilmente progettata da Bartolomeo Ammannati intorno al 1570, accoglie un’ampia e articolata selezione delle opere di Zhang Huan. Il percorso ha qui uno sviluppo più antologico che consente di comprendere al meglio il percorso creativo dell’artista cinese: le tecniche affrontate nel corso degli anni, la capacità di rendere attuali, rinnovandoli, alcuni temi legati ai valori tradizionali cinesi e alla spiritualità orientale. In questo senso, Zhang Huan riesce ad offrire una rinnovata energia all’arte contemporanea.
L’esposizione ripercorre l’esperienza creativa dell’artista a partire dal suo rientro in Cina nel 2005. Le Memory Doors, frutto della tecnica cinese dell’intaglio sul legno, sono porte lignee recuperate da antiche case di campagna, cariche di valori legati al passato, quasi sempre incise con immagini divine e propiziatorie. In un itinerario conoscitivo legato alle origini della civiltà cinese, la rassegna spazia dalle Cowskin, realizzate con pelle di vacca o di bufalo – rimando volontario all’infanzia contadina dell’artista – per giungere ai suggestivi Ash paintings, nati dall’utilizzo della cenere degli incensi bruciati dai fedeli nei templi buddhisti intorno a Shanghai. L’uso di questo materiale permette a Zhang Huan di affrontare come tema il “ciclo della vita”. Come in Taiwan Buddha (2010), una monumentale installazione in cui una delle due figure, plasmata con la cenere, è destinata a disgregarsi e dissolversi durante il periodo della mostra. Metafora tangibile della precarietà dell’essere umano, si pone come efficace riflessione sui concetti di vita e di morte nella filosofia buddhista e sulla possibilità di rinascita spirituale.
Anche qui, come a Palazzo Vecchio, tradizione iconografica orientale e occidentale vengono messe a confronto per dar vita a un linguaggio dal valore universale. Ad esempio, con Confucius No.3 e Confucuis No.4 (2011), dipinti di grande formato in cui la scena di Confucio che insegna ai suoi seguaci è messa in relazione con la scena ripresa dal Cenacolo di Leonardo da Vinci. Oppure, East Wind and West Wind (2012), statue in acciaio specchiante di Buddha e Gesù poste l’una di fronte all’altra – in esplicita linea di continuità tematica con Ash Jesus e Ash Buddha della Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio. Un orizzonte aperto, che accoglie e assimila anche l’immagine di Cristo, assieme a quelle delle divinità di riferimento orientali, all’insegna di un sincretismo religioso che l’artista considera fondamentale per conseguire un’armonia planetaria.

Info:
www.oncevents.com/fortedibelvedere


città di firenze
Comune di Firenze
Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria
50122 FIRENZE
P.IVA 01307110484
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